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La storia e la tecnologia del bacino!

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La bonifica del Bacino

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La potenzialità dell'area del Bacino era sicuramente alta:

La posizione vincente a 300 metri dal centro di Massa Lombarda e comunque a ridosso della Strada San Vitale percorsa da migliaia di autoveicoli , erano condizioni commerciali determinanti per garantire al futuro ristorante un possibile e rapido successo.

La dimensione dell'area pari a 13.500 metri quadrati incastrati nel tessuto urbanistico di Massa Lombarda, avrebbe consentito il più ampio sbizzarrirsi in campo dimensionale , estetico e di servizi accessori.

MA .. come tutte le "belle rose" vi era qualche "spina", l'area risultava in pratica nella totalità un acquitrino con il fondo melmoso.

Il tempo e l'abbandono avevano geologicamete deformato la consistenza del terreno che nelle nostre zone , per la sua morfologia, si era trasformato in 13 metri di melma pastosa che non avrebbe consentito di sorreggere , se non oltre tale profondità, nessun tipo di edificio.

Occorrevano idee vincenti che avessero in qualche modo accellerato il naturale processo di bonifica dell'area una volta prosciugata, inoltre se si voleva edificare l'area prima di un ventennio , bisognava effettuare fondazioni speciali, molto costose. Insomma una cosa non facile e sotto molti aspetti di dubbia convenienza, al punto di giustificare l'avventuo inscenarsi degli ultimi anni in quest'area dello stato di abbandono .

Poteva essere come la favola del "brutto anatroccolo".?

E da quì partì la sfida!

Si pensò all'area come una grande "spugna" rettangolare ,che si era riempita di acqua, e qualsiasi cosa gli si appoggiasse sarebbe sprofondata.

Allora l'idea era di togliere il più acqua possibile con una pompa messa circa al centro dell'area , riportare piano piano un consistente strato di terreno tutto attorno alla zona centrale dove invece la pompa sarebbe rimasta sul fondo; questo avrebbe portato l'area come "la spugna" rettangolare che prima avevamo idealizzato , CON AL CENTRO UN GROSSO BUCO in cui vi era una pompa sempre in funzione ad assorbire l'acqua spremuta dal peso del nuovo terreno messo sopra alla restante "spugna " circostante.

Se questa operazione avesse fuzionato l'operazione di bonifica si sarebbe notevolmente accellerata, restituendo risultato economico più immediato nel tempo e risparmio , almeno in parte, nella realizzazione delle strutture di sostegno di quanto avrebbe dovuto pesare sull'area.

Occorreva come prima operazione togliere l'acqua , mettere all'asciutto ed in scolo l'area sopra il livello delle fognature pubbliche.

Di primo impatto anche questa non era un'operazione facile, in quanto il punto in cui vi era l'acqua in profondità era distante un centinaio di metri dal punto di scolo più vicino ed inoltre qualsiasi cosa si appoggiava anche solo sull'acqua , come poteva essere una pompa con un tubo attaccato, sprofondava incredibilmete in una sorta di sabbie mobili che rendevano l'area anche molto pericolosa.

Si pensò così ad una "carretta del mare" , ovvero una zattera galleggiante che nel suo fondo aveva una potente pompa, pesante ma in grado di galleggiare senza farsi inghiottire dal fondo melmoso,

Inoltre occorrevano dei fili che avessero guidato i movimenti della carretta per veicolarla nel punto di maggiore profondità e che nella fase iniziale risultava sconosciuto.

Anche il lungo tubo per portare l'acqua nella fognatura doveva godere delle stesse caratteristiche.

 

E alla fine, fra gli increduli sguardi degli spettatori

 

 

ecco l'acqua con soddisfazione!

 

 

 

 

 

 

 

E di lì a poco il paesaggio si trasformò

 

 

 

 

Sembrava di avere davanti il suolo lunare!

Da oltre 70 anni tale suolo era coperto dall'acqua e per la prima volta si scopriva alla luce del sole.

 

A questo punto bisognava riportare terreno. Migliaia di metri cubi di terreno per finalizzare il livello originale dell'area.

E quì iniziarono le prime domande. Dove era stato messo nel 1930 tutto il terreno asportato dall'area per realizzare il lago? Come era stato possibile eseguire un opera del genere senza gli attuali mezzi meccanici ?

Il nostro parere è che il terreno originale del bacino sia stato messo a fianco del canale dei mulini che corre parallelo alla san vitale in fronte al Bacino in direzione Fruges.

Il canale dei molini è infatti "pensile" ovvero sopra il livello di Massa Lombarda, mentre la Strada statale San Vitale nel tratto in fronte al bacino corre sopra elevata a livello dell'argine superiore del canale dei molini , per poi abbassarsi con una leggera discesa prima di Fruges , poco prima dell'incrocio con Via Morini. E' molto probabile che i 30.000 metricubi di terra in futuro asportati per costruire il bacino, siano stati stesi a fianco al canale per sopraelevare la San Vitale dando così l'attuale configurazione di "punto alto" allìincrocio con via imola e le caratterstiche discese successive in tutti gli incroci per ritornare al livello di pianura. Anche i conti tornano, sono proprio circa 30.000 metri cubi di terreno!

Ovviamente non era possibile riprendersi quel terreno originale e così si dovette trovare altro terreno, trasportarlo e stenderlo con mezzi meccanici.

RISTORANTE SUL BACINO di Tekno soluzioni srl - Via Martiri della Liberta' 69 Strada San Vitale Massa Lombarda RA - Italia
Sig. Celestino Costa Tel. 0545 971730 email: sulbacino@teknosoluzioni.it

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